Per oltre un decennio, una delle critiche più frequenti rivolte a Bitcoin è stata il paragone con la “tulip mania” del Seicento olandese, spesso descritta come la prima grande bolla speculativa della storia. Tuttavia — dopo 17 anni di sopravvivenza, shock, recuperi e massimi storici rinnovati — questo parallelo appare oggi sempre più debole.

Secondo Eric Balchunas, analista senior di ETF presso Bloomberg, la narrativa dei tulipani è ufficialmente superata: Bitcoin ha accumulato troppa storia, resilienza e capacità di ripresa per essere classificato come semplice moda passeggera.

La famosa bolla dei tulipani durò circa tre anni: rapidissimo boom, collasso definitivo, oblio economico.
Bitcoin, al contrario:

  • esiste da circa 17 anni,
  • ha vissuto sei o sette crisi profonde,
  • ogni volta è tornato a livelli superiori ai precedenti.

Nessuna bolla storica ha mostrato un comportamento simile.

Balchunas evidenzia che negli ultimi anni Bitcoin ha garantito un rendimento complessivo di circa +250%, con un rally di oltre +120% nel solo 2024.

Anche se nel 2025 ci sono stati momenti di correzione, per l’analista si tratta di fisiologico consolidamento — non di crollo terminale.
Le oscillazioni non rappresentano fragilità strutturale, ma fasi tipiche di un asset giovane che si sta istituzionalizzando.

Una critica ricorrente è che Bitcoin, come i bulbi di tulipano, “non produce nulla”.
Tuttavia — osserva Balchunas — molti asset considerati store of value non sono produttivi:

  • oro,
  • francobolli rari,
  • collezionismo artistico.

Eppure conservano valore nel tempo.
Quindi la non produttività non implica automaticamente che un asset sia una bolla destinata a implodere.

A differenza delle bolle speculative classiche, Bitcoin:

  • ha affrontato fallimenti di exchange,
  • crack regolamentari,
  • attacchi di stampa,
  • ciclicità macroeconomica,
  • riduzioni di offerta (halving),
  • e tensioni geopolitiche.

Non solo è sopravvissuto, ma ha costruito infrastrutture, ecosistemi, adozione istituzionale e strumenti finanziari regolamentati (come ETF spot negli USA e in Europa).

Come ha spiegato il responsabile di una società tedesca che tiene riserve societarie in BTC, una “vera bolla” non regge oltre quindici anni di stress reale, raggiungendo poi nuovi massimi ogni ciclo.

Balchunas riassume il suo punto chiaramente:
molti continueranno a criticare Bitcoin, ma il paragone con la tulip mania è oggi intellettualmente insostenibile.

Bitcoin ha:

  • un track record di sopravvivenza,
  • capacità di recupero,
  • e una crescente istituzionalizzazione.

Dopo 17 anni, non è più un esperimento effimero:
è diventato una asset class autonoma, con volatilità, sì, ma con resilienza e riconoscimento globale.

  • Bitcoin buries the tulip myth after 17 years of proven resilience, says ETF expert – Cointelegraph, dicembre 2025.
  • Tweet e analisi di Eric Balchunas – Bloomberg ETF analyst, dicembre 2025.