
domenica, 2 Agosto 2026
La presunta bolla AI e le trimestrali di Big Tech
31 luglio 2026. Le trimestrali delle Big Tech hanno confermato che l’intelligenza artificiale è ormai il principale campo di battaglia del settore, ma con differenze importanti tra le aziende. Microsoft ha convinto il mercato grazie alla forte crescita di Azure e alla monetizzazione dei servizi AI, mentre Amazon ha registrato un’accelerazione di AWS e ha addirittura aumentato gli investimenti in data center dopo aver evidenziato una domanda ancora superiore alla capacità disponibile. Meta ha presentato ricavi solidi e una crescita della pubblicità favorita dall’AI, ma è stata penalizzata dagli enormi investimenti e dal crollo del free cash flow, alimentando i dubbi sui tempi di ritorno del capitale impiegato. Apple, invece, ha superato le attese grazie alla forza dell’iPhone e dei servizi, ma continua a non offrire una vera narrativa sull’AI. La conclusione è che queste trimestrali non dimostrano che l’AI sia una bolla: dimostrano piuttosto che il mercato non premia più la semplice promessa di investire nell’AI, ma pretende prove concrete di monetizzazione. Chi trasforma gli investimenti in ricavi e utili, come Microsoft e Amazon, viene premiato; chi spende senza mostrare ritorni immediati, come Meta, viene invece punito.

Le trimestrali di Coinbase e Strategy
31 luglio 2026. Due trimestrali che fotografano il settore crypto in modo complementare. Strategy ha riportato una perdita netta di 8,2 miliardi di dollari nel secondo trimestre, rovesciando il profitto da 10 miliardi dello stesso periodo del 2025: la causa è quasi interamente la svalutazione non realizzata del portafoglio Bitcoin con il prezzo sceso del 40% anno su anno. La società ha venduto 218 milioni di dollari in BTC da inizio anno per finanziare i dividendi sulle preferred stock, ha ridotto il debito convertibile del 18% a 6,7 miliardi e ha portato la riserva in dollari a 3,75 miliardi, sufficiente a coprire circa due anni di obbligazioni. Strategy detiene 843.775 BTC. Coinbase ha invece riportato il terzo trimestre consecutivo di record nella quota di mercato globale, raggiungendo il 10,3% dei volumi crypto mondiali, con i mercati predittivi più che raddoppiati su base trimestrale e l’88% dei ricavi netti provenienti da fonti diverse dal trading spot di Bitcoin. Il titolo COIN ha però ceduto il 7% in after-hours, con gli investitori che scontano aspettative già molto alte.

Aggiornamento dei mercati
Corea del Sud, 31 luglio 2026. Il KOSPI ha registrato un rimbalzo record del 14% in una singola seduta, con SK Hynix che è balzata del 28% e Samsung del 26%, recuperando parzialmente il crollo del 17% accusato nelle tre sedute precedenti. A catalizzare il rialzo, oltre al ritorno dell’ottimismo sull’AI trade dopo gli utili di Microsoft e Meta, l’acquisto diretto di 3.620 azioni SK Hynix da parte del presidente del gruppo SK Chey Tae-won, il suo primo investimento personale nel chipmaker, interpretato dal mercato come un segnale di fiducia nella tenuta del settore. Nel frattempo gli Stati Uniti hanno condotto nuovi strikes contro l’Iran e il rendimento del Treasury trentennale ha toccato i massimi da 19 anni, spingendo Bloomberg a lanciare un “credibility warning” sulla Fed di Warsh. Per Bitcoin, fermo intorno ai 64.200 dollari, un KOSPI che rimbalza del 14% senza che il crypto partecipi al rally è il segnale più chiaro che il disaccoppiamento dal trade AI è ormai strutturale.

Bitcoin, abbiamo toccato il fondo?
Grayscale, 24 luglio 2026. Il responsabile della ricerca di Grayscale Zach Pandl ha pubblicato un rapporto che sfida la narrativa del bottom tardivo: “Se la Fed rinuncia ai rialzi dei tassi e la crescita economica regge, il prezzo di Bitcoin potrebbe aver già toccato il minimo”, scrivendo che i fattori macro sono ora “al volante” per la price action di Bitcoin, che ha “maturato” come asset class. La chiave è il meeting Fed del 29 luglio, dove i mercati prezzano al 66% la probabilità di tassi invariati, in calo dall’88% di una settimana fa. Pandl avverte però che se il Clarity Act non passa nel 2026, Strategy e altre tesorerie potrebbero continuare a fare deleveraging, spingendo Bitcoin “moderatamente più in basso”. Due scenari ben definiti, entrambi con la Fed come arbitro: la decisione del 29 luglio potrebbe essere più importante di qualsiasi segnale tecnico o on-chain.

La Russia si muove sulla regolamentazione crypto
Mosca, 21 luglio 2026. Mentre in America ancora il Clarity Act fa un passo avanti e due indietro, la Duma di Stato russa ha approvato la nuova “Digital Currency and Digital Rights Law”, introducendo per la prima volta un quadro normativo completo per il settore delle criptovalute. La legge disciplina l’attività di exchange, broker, custodian e gestori patrimoniali che operano con asset digitali, definendo requisiti e obblighi per gli operatori. Il provvedimento conferma inoltre che le criptovalute potranno essere utilizzate per pagamenti transfrontalieri e commercio internazionale, una misura pensata anche per aggirare le restrizioni imposte dalle sanzioni occidentali. Rimane invece il divieto di utilizzare Bitcoin e altre criptovalute come mezzo di pagamento all’interno della Russia. La normativa entrerà in vigore il 1° settembre 2026, una volta ottenuta la firma del Presidente Vladimir Putin. Il provvedimento rappresenta un ulteriore passo verso l’integrazione degli asset digitali nel sistema finanziario russo, pur mantenendo un rigido controllo sul loro utilizzo domestico.

Notizie degli ultimi giorni
Bitcoin, cosa aspettarci dalla prossima Bull Run
Sabato 12 luglio 2026. Mentre Bitcoin consolida a 64.000 dollari dopo una settimana che ha visto tornare gli afflussi negli ETF per la prima volta da due mesi, arriva uno degli articoli più onesti e scomodi dell’anno. CoinDesk ha pubblicato un’analisi che mette in discussione le previsioni più ottimiste sul prossimo ciclo: i 300.000-500.000 dollari entro il 2029 che analisti come Peter Brandt e Bernstein hanno indicato come target potrebbero semplicemente non essere compatibili con la matematica della maturazione di Bitcoin.

L’argomento è strutturale e vale la pena capirlo bene. I cicli di Bitcoin si sono sempre ripetuti attorno all’halving, l’evento che ogni quattro anni dimezza la quantità di nuovi Bitcoin prodotti per blocco. In passato, il prezzo ha toccato il fondo circa 18 mesi prima dell’halving e ha raggiunto il picco 16-18 mesi dopo, con il quinto halving atteso per aprile 2028 e il picco del prossimo ciclo statisticamente atteso nel 2029. Fin qui la narrativa è familiare. Ma i numeri che seguono lo sono meno.
Il 2013 aveva visto Bitcoin salire a 266 dollari. Il 2017 aveva portato a quasi 20.000, un multiplo di 75 volte rispetto al picco precedente. Il 2021 aveva toccato 69.000, ovvero 3,5 volte il massimo del 2017. Il 2025 ha raggiunto 126.000, 1,8 volte il massimo del 2021. La tendenza è inequivocabile: ogni ciclo consegna rendimenti più bassi del precedente, e la compressione si sta accelerando. Per arrivare a 300.000 dollari nel 2029, Bitcoin dovrebbe produrre un multiplo superiore a 2,4 volte rispetto al massimo di 126.000 dollari. Ma da quando ha maturato mercati ETF regolamentati, derivati sofisticati e un’infrastruttura istituzionale, la volatilità si è ridotta strutturalmente. Un multiplo di 2,4 sarebbe già superiore a quello del ciclo 2021-2025.
La buona notizia è che questa traiettoria non è necessariamente negativa. Un asset che cresce con multipli più contenuti ma con una base di domanda più solida e meno volatile è un asset che sta maturando, non uno che sta esaurendo il suo potenziale. Come sottolinea lo stesso articolo, Bitcoin sta diventando sempre più simile a Wall Street, con meno parabole improvvise e più apprezzamento strutturale. È esattamente ciò che è successo all’oro negli ultimi decenni.
La settimana che si chiude oggi ha prodotto anche tre notizie di sistema che vanno in quella direzione. Circle ha ricevuto l’approvazione definitiva dall’OCC per aprire Circle National Trust, diventando la prima grande società crypto a gestire la custodia delle riserve USDC sotto supervisione federale diretta, con le azioni CRCL balzate del 14% in un solo giorno. Contestualmente, il 21st Century ROAD to Housing Act è diventato legge senza la firma di Trump, dopo la scadenza del termine costituzionale di dieci giorni: la legge vieta alla Federal Reserve di emettere una valuta digitale di banca centrale fino al 31 dicembre 2030, rimuovendo il principale concorrente governativo alle stablecoin private. E la nuova versione del Clarity Act potrebbe essere pubblicata già la prossima settimana, con un voto in aula al Senato atteso entro il 20 luglio.
Tre passi avanti nell’infrastruttura istituzionale di Bitcoin in una sola settimana, mentre il prezzo consolida lontano dai massimi. È il tipo di costruzione silenziosa che storicamente ha preceduto i movimenti più significativi. I rialzisti che scommettono sui 300.000 dollari nel 2029 potrebbero avere ragione sulla direzione, ma la matematica dei cicli suggerisce di aggiustare le aspettative sul multiplo. Bitcoin sta crescendo. Sta solo smettendo di esplodere.
Bibliografia
CoinDesk, Bitcoin Analysts Predict $300,000-$500,000 Price in 2029. The Math Says No: coindesk.com
Il Regno Unito porta avanti la regolamentazione crypto
30 giugno 2026. La Financial Conduct Authority ha pubblicato il suo quadro normativo definitivo sulle criptovalute, portando exchange, custodian, emittenti di stablecoin e servizi di staking sotto un regime di autorizzazione obbligatoria per la prima volta. Le domande di autorizzazione si apriranno il 30 settembre 2026 e si chiuderanno il 28 febbraio 2027, con il regime pienamente operativo dal 25 ottobre 2027. La FCA ha abbassato il requisito patrimoniale per gli emittenti di stablecoin all’1% del valore emesso, contro il 2% inizialmente proposto, un alleggerimento pensato per evitare che gli emittenti spostassero le operazioni verso licenze MiCA europee. Il rollout non è quindi previsto per ottobre 2027 come scadenza di lancio, ma proprio come data di entrata in vigore piena del regime: la finestra di richiesta licenze parte già a settembre 2026. Per il settore crypto, Londra si propone così come terzo polo regolatorio globale accanto a Bruxelles (MiCA) e Washington (Clarity Act), in una competizione aperta per attrarre le aziende del settore.

💥 Banca Sella, 27 maggio 2026. L’istituto bancario piemontese è diventato la prima banca italiana a ottenere la licenza MiCAR, il quadro regolatorio europeo sugli asset crypto entrato in vigore nel 2024, abilitandosi ufficialmente a offrire servizi di crypto attività alla propria clientela. La notizia arriva a pochi giorni dall’acquisto di 235 milioni di dollari in Bitcoin da parte di Intesa Sanpaolo, e disegna un quadro in cui il sistema bancario italiano si sta muovendo in modo coordinato verso l’integrazione degli asset digitali. Per Bitcoin, avere le banche tradizionali italiane non solo come acquirenti diretti ma anche come distributori regolamentati di servizi crypto verso i clienti retail è un cambio di paradigma: la porta d’accesso al mercato si allarga in modo strutturale, con una platea potenziale di milioni di correntisti che potrebbero acquistare Bitcoin direttamente dal proprio istituto di fiducia.

Adam Back raccoglie $120 Miliardi per comprare Bitcoin
18 giugno 2026. Gli azionisti di Capital B hanno approvato lo storico piano di finanziamento in Bitcoin da 105 miliardi di euro (120,4 miliardi di dollari) mercoledì 17 giugno 2026, durante l’assemblea generale annuale della società. Sostenuta dal CEO di Blockstream Adam Back, l’iniziativa ha ricevuto oltre il 95% dei voti favorevoli per raccogliere 5 miliardi di euro in azioni e 100 miliardi di euro in strumenti di debito. Annunciata pubblicamente il 18 giugno 2026, la massiccia raccolta di capitale è interamente dedicata ad accelerare l’aggressiva strategia di accumulo di Bitcoin per la tesoreria aziendale. Fonte: Bitcoin Magazine

Eventi economici chiave di questa settimana
- Lunedì 27/7: Ordini di beni durevoli USA (dato di giugno).
- Martedì 28/7: Fiducia dei consumatori (Conference Board) e JOLTS (offerte di lavoro); inizia la riunione della Federal Reserve.
- Mercoledì 29/7: Decisione sui tassi della Fed e conferenza stampa del presidente Kevin Warsh (evento clou della settimana). Trimestrali Microsoft e Meta
- Giovedì 30/7: PIL USA (prima stima del 2° trimestre), indice PCE (inflazione preferita dalla Fed) e richieste settimanali di sussidio di disoccupazione. Trimestrali Apple e Amazon
- Venerdì 31/7: Employment Cost Index (ECI) e fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan (dato finale).

Stay tuned, e investi con saggezza.
Quelli riportati in questo sito non sono consigli finanziari, ma notizie raccolte e selezionate dalle principali testate mondiali di finanza tradizionale e finanza decentralizzata.
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