Dicembre 2025 (segue un aggiornamento a febbraio 2026)


I cicli ci sono sempre in ogni asset, ma noi crediamo che i cicli di Bitcoin del passato sono destinati a sparire ed uniformarsi invece a cicli di altri asset finanziari. 

Spieghiamoci meglio. I classici cicli di Bitcoin — scanditi dagli halving e seguiti da bull e bear market regolari — appartengono secondo noi al passato. Nei primi anni, Bitcoin era un asset di nicchia, detenuto da comunità di cypherpunk, pionieri tecnologici e trader speculativi, e la sua offerta relativamente piccola rendeva ogni halving un evento in grado di impattare fortemente il mercato.

L’halving di Bitcoin è un evento programmato nel protocollo che riduce della metà la ricompensa che i miner ricevonoper aver creato (minato) un nuovo blocco nella blockchain. In pratica, ogni circa 4 anni (precisamente ogni 210.000 blocchi), la quantità di nuovi Bitcoin emessi diminuisce del 50%. L’halving serve a controllare l’inflazione di Bitcoin e a mantenere la sua scarsità nel tempo. Dato che ci saranno solo 21 milioni di Bitcoin in totale, l’halving rallenta la creazione di nuove monete e rende Bitcoin un asset deflazionistico, un po’ come l’oro digitale. I cicli di Bitcoin sono stati in passato anche essi sempre di 4 anni, con i picchi posizionati all’incirca 12-18 mesi dopo gli halving. 

Oggi però lo scenario è completamente diverso: l’ingresso massiccio degli investitori istituzionali, con orizzonti temporali di lungo periodo, ha stabilizzato in parte la volatilità. Allo stesso tempo, l’impatto degli halving si è ridotto, poiché la nuova emissione di Bitcoin rappresenta ormai una quota sempre piu piccola rispetto al volume complessivo in circolazione.

In un contesto di adozione globale crescente e di un asset ormai da trilioni di dollari, i movimenti di prezzo di Bitcoin sono sempre meno influenzati da fattori interni e sempre più collegati alle dinamiche macroeconomiche globali — come i tassi d’interesse, la liquidità internazionale e le politiche monetarie delle banche centrali. I cicli rigidi del passato stanno lasciando il posto a una nuova fase, in cui Bitcoin si comporta sempre più come un bene strategico globale integrato nell’economia mondiale. 

Non sappiamo se il ciclo rialzista di Bitcoin per ora sia alla fine, sia gia finito o sia ancora in corso (nessuno lo sa). Ma crediamo che in un’ottica di piu’ lungo periodo i cicli come li conosciamo siano destinati a cambiare.

Aggiornamento a Febbraio 2026.


A novembre scrivevamo che i cicli classici di Bitcoin, scanditi dagli halving e caratterizzati da bull e bear market piuttosto regolari, fossero probabilmente destinati a sparire o comunque a trasformarsi profondamente.

Ne siamo ancora convinti, ma oggi dobbiamo riconoscere che in questo ciclo il mercato ha seguito ancora una volta una dinamica ciclica piuttosto chiara. Dopo la fase rialzista, ci siamo ritrovati in un bear market che ha, di fatto, confermato l’esistenza del ciclo.

In altre parole: l’idea che i cicli fossero “finiti” o completamente diversi si è rivelata prematura.

Il contesto è cambiato in modo strutturale. Oggi governi, istituzioni finanziarie, grandi aziende ed ETF detengono complessivamente una quota stimabile tra il 15% e il 20% dei Bitcoin in circolazione. L’approvazione degli ETF spot negli Stati Uniti nel 2024 ha segnato uno spartiacque storico, con operatori come BlackRock e Fidelity Investments che hanno reso Bitcoin accessibile al grande capitale tradizionale.

Questa nuova struttura della domanda ha senza dubbio modificato la composizione del mercato. Tuttavia, non è stata sufficiente a stravolgere l’andamento ciclico.

La presenza istituzionale ha probabilmente:

  • aumentato la profondità del mercato
  • ridotto in parte la volatilità estrema
  • reso Bitcoin più integrato nel sistema finanziario globale

Ma non ha eliminato le fasi di euforia e contrazione. L’halving rimane un meccanismo fondamentale del protocollo di Bitcoin: ogni 210.000 blocchi la ricompensa per i miner si dimezza, riducendo l’emissione di nuovi BTC e rafforzando la scarsità programmata (massimo 21 milioni di unità).

Storicamente, i cicli di circa 4 anni hanno avuto i loro picchi 12–18 mesi dopo l’halving.

Oggi però l’impatto percentuale della nuova emissione rispetto allo stock totale è molto più basso rispetto ai primi anni. Questo significa che:

  • l’effetto “shock di offerta” è più contenuto
  • il prezzo è sempre più influenzato da fattori macro
  • la liquidità globale pesa più della dinamica puramente interna al protocollo

Bitcoin sempre più macro-driven. Negli ultimi anni abbiamo osservato come Bitcoin reagisca in modo crescente a:

  • politiche monetarie delle banche centrali
  • variazioni dei tassi di interesse
  • condizioni di liquidità globale
  • tensioni geopolitiche
  • forza o debolezza del dollaro

In questo senso, Bitcoin si sta progressivamente comportando più come un asset finanziario globale che come un ecosistema isolato governato solo dall’halving.

Dove siamo oggi? Siamo entrati in una fase di mercato che ha confermato ancora una volta la natura ciclica di Bitcoin.

Non sappiamo:

  • quando inizierà la prossima fase rialzista
  • quali saranno i driver principali
  • quanto durerà l’attuale fase di consolidamento

E soprattutto: nessuno lo sa.

Con il passare del tempo è probabile che:

  • i cicli saranno sempre meno rigidamente legati all’halving
  • e sempre più influenzati da variabili macroeconomiche, politiche e finanziarie globali

Bitcoin non è più un asset di nicchia. È un asset strategico integrato nel sistema finanziario mondiale.

Ma resta un asset volatile, ciclico e fortemente emotivo.

Concludendo, a novembre in molti pensavano, noi compresi, che i cicli tradizionali potessero essere finiti. Il mercato ha dimostrato che non è ancora così.

La vera evoluzione non è la scomparsa dei cicli, ma la loro trasformazione.

Il Bitcoin del futuro probabilmente continuerà ad avere fasi di espansione e contrazione. La differenza sarà nei fattori che le guideranno: meno meccanici, più macro.

E come sempre, l’unica certezza è che l’incertezza rimane parte integrante del suo DNA.