Bitcoin: ciclo o non ciclo
Aggiornamento giugno 2026
A Dicembre 2025 scrivevamo che i cicli classici di Bitcoin erano probabilmente destinati a sparire nel tempo, travolti dall’ingresso degli istituzionali, dagli ETF e da una struttura di mercato profondamente cambiata. Ne siamo ancora convinti, nel tempo i cicli legati all’halving di Bitcoin (evento programmato nel codice stesso del protocollo che, ogni 210.000 blocchi minati, circa ogni quattro anni, dimezza la quantità di nuovi Bitcoin che i miner ricevono come ricompensa per aver validato le transazioni e aggiunto un nuovo blocco alla blockchain) sono destinati, proprio per l’effetto decrescente nel tempo della loro causa principale, ad indebolirsi fino ad esser assorbiti da cicli di diversa natura. Bitcoin riteniamo che tendera’ sempre di piu’ a seguire le dinamiche di un asset maturo o che sta maturando.
Detto questo, a febbraio 2026 tornavamo su quell’analisi per osservare che se e’ vero che il futuro probabilmente vedra’ l’intensita’ dei cicli affievolirsi, ancora nel 2025-2026 il mercato stava ancora mostrando di voler rispettare la propria natura ciclica.
Oggi, giugno 2026, con Bitcoin intorno ai 63.000 dollari (nel momento in cui scriviamo) e un ribasso di circa il 50% rispetto al massimo storico di 126.000 dollari toccato nell’ottobre del 2025, possiamo dire che il quadro è ancora più chiaro. Il ciclo di quattro anni non solo non è morto: sta procedendo con una precisione che lascia poco spazio alle interpretazioni.
Il massimo del ciclo attuale è arrivato a ottobre 2025, circa 18 mesi dopo l’halving dell’aprile 2024. Una tempistica identica a quella dei cicli precedenti. Benjamin Cowen, fondatore di Into the Cryptoverse ed ex ricercatore NASA, lo aveva detto esplicitamente mesi fa: il picco di questo ciclo si sarebbe materializzato entro una settimana rispetto ai picchi dei due cicli precedenti, misurati dallo stesso punto di riferimento. Così è stato. Cowen ha spiegato che, finché il rendimento anno su data di Bitcoin rimane all’interno della banda di deviazione standard dei cicli degli anni di metà mandato precedenti, non c’è ragione di assumere che il mercato stia seguendo uno schema diverso. Il suo scenario base, ribadito nelle ultime settimane, indica ottobre 2026 come il punto più probabile per il minimo del bear market.
Willy Woo, analista on-chain tra i più seguiti al mondo, aveva avvertito già a marzo 2026 che si stava formando un bull trap, un rimbalzo capace di ingannare chi sperava in un’inversione del trend. Woo aveva descritto Bitcoin come solidamente nel mezzo del suo bear market da una prospettiva di lungo periodo, spiegando che dopo movimenti al ribasso rapidi Bitcoin tende a consolidare lateralmente e a testare resistenze prima che il trend ribassista riprenda. La sua lettura si basa sui flussi di liquidità on-chain piuttosto che sui livelli di prezzo, e il messaggio è lo stesso: sia la liquidità spot che quella sui futures sono in calo simultaneo, una condizione che secondo Woo non ha mai preceduto un rally sostenuto di Bitcoin.
Se ci si allinea alla struttura dei bear market precedenti – 2014, 2018, 2022 – l’attuale fase di mercato ha attraversato la sua parte centrale tra la fine del 2025 e la primavera del 2026. Giugno 2026 coinciderebbe allora con l’ingresso nell’ultima fase del bear market, quella che storicamente precede la formazione del minimo definitivo. Nei cicli precedenti questa fase finale è durata tra i tre e i quattro mesi, con il prezzo che in alcuni casi ha toccato nuovi minimi, in altri ha semplicemente consolidato su livelli già visti prima di ripartire. Dire dove si collocherà il fondo di questo ciclo è impossibile: c’è chi, come Woo, indica 45.000 dollari come livello tipico di un bear market floor, mentre Cowen, pur riconoscendo che la sua tesi potrebbe essere sbagliata, sostiene che il peso della prova sta dalla parte dei rialzisti, e che pretendere che sia diverso questa volta a causa di qualche narrativa di Wall Street sarebbe lo stesso errore commesso nei cicli precedenti.
E qui arriviamo al punto più interessante. Il ciclo attuale è stato caratterizzato fin dall’inizio da una narrativa potente: gli ETF spot approvati negli Stati Uniti nel 2024, le Bitcoin treasury companies come Strategy con oltre 840.000 BTC in bilancio, i governi che iniziano a discutere riserve strategiche in Bitcoin. Tutti questi elementi avevano indotto molti a credere che la struttura della domanda si fosse trasformata abbastanza da smorzare o annullare la ciclicità. Il mercato ha risposto con chiarezza: gli ETF hanno registrato deflussi record per tredici giorni consecutivi nella fase più acuta della correzione, con oltre 2,4 miliardi di dollari in uscita. La presenza istituzionale ha probabilmente attenuato la violenza di alcune cadute e ridotto la volatilità estrema rispetto ai bear market del 2018 e del 2022, ma non ha cambiato la direzione. Ha mitigato, non annullato.
Detto questo, è doveroso ricordare che nessuno possiede una palla di cristallo. Le analisi cicliche sono strumenti potenti ma non infallibili. Il contesto geopolitico, le mosse della Federal Reserve, un’eventuale escalation o de-escalation del conflitto in Medio Oriente, la dinamica degli ETF nelle prossime settimane: sono tutte variabili capaci di anticipare o posticipare gli scenari descritti. Quello che i cicli storici suggeriscono è una mappa, non un orologio. E come ogni mappa, può essere più o meno accurata a seconda del terreno che si sta attraversando.
Quello che possiamo dire con ragionevole fiducia, guardando i dati e ascoltando chi studia questi mercati con rigore, è che giugno 2026 assomiglia molto all’ultima curva prima del rettilineo finale di questo bear market. Quanti mesi durerà, a quale prezzo si chiuderà e quando esattamente inizierà il nuovo ciclo rialzista: queste restano domande aperte. Ma la struttura del mercato, per ora, continua a rispettare il copione.
Bibliografia:
- BeInCrypto, Bitcoin four-year cycle not dead, Benjamin Cowen says BTC bottom likely in October 2026: beincrypto.com,
- BeInCrypto, Former NASA researcher shares Bitcoin prediction for 2026: beincrypto.com,
- Cointelegraph, Bitcoin bull trap forming as bear market middle stage approaches: cointelegraph.com,
- BTC Peers, Willy Woo warns Bitcoin bull trap may last through April as bear market deepens: btcpeers.com,
- Memeburn, Bitcoin bear market 2026: every major crash prediction compared: memeburn.com,
- KuCoin, Cowen predicts Bitcoin bottom in late 2026, calls recent rally a dead cat bounce: kucoin.com
Questa analisi ha finalità puramente informative e non costituisce consulenza finanziaria.
Aggiornamenti precedenti
Dicembre 2025
I cicli ci sono sempre in ogni asset. Noi crediamo che i cicli di Bitcoin del passato sono destinati nel tempo a sparire ed uniformarsi invece a cicli di altri asset finanziari.
Spieghiamoci meglio. I classici cicli di Bitcoin – scanditi dagli halving e seguiti da bull e bear market regolari – appartengono secondo noi al passato o almeno non appartengono al futuro. Nei primi anni, Bitcoin era un asset di nicchia, detenuto da comunità di cypherpunk, pionieri tecnologici e trader speculativi, e la sua offerta relativamente piccola rendeva ogni halving un evento in grado di impattare fortemente il mercato.
L’halving di Bitcoin è un evento programmato nel protocollo che riduce della metà la ricompensa che i miner ricevonoper aver creato (minato) un nuovo blocco nella blockchain. In pratica, ogni circa 4 anni (precisamente ogni 210.000 blocchi), la quantità di nuovi Bitcoin emessi diminuisce del 50%. L’halving serve a controllare l’inflazione di Bitcoin e a mantenere la sua scarsità nel tempo. Dato che ci saranno solo 21 milioni di Bitcoin in totale, l’halving rallenta la creazione di nuove monete e rende Bitcoin un asset deflazionistico, un po’ come l’oro digitale. I cicli di Bitcoin sono stati in passato anche essi sempre di 4 anni, con i picchi posizionati all’incirca 12-18 mesi dopo gli halving.
Oggi però lo scenario è completamente diverso: l’ingresso massiccio degli investitori istituzionali, con orizzonti temporali di lungo periodo, ha stabilizzato in parte la volatilità. Allo stesso tempo, l’impatto degli halving si è ridotto, poiché la nuova emissione di Bitcoin rappresenta ormai una quota sempre piu piccola rispetto al volume complessivo in circolazione.
In un contesto di adozione globale crescente e di un asset ormai da trilioni di dollari, i movimenti di prezzo di Bitcoin sono sempre meno influenzati da fattori interni e sempre più collegati alle dinamiche macroeconomiche globali – come i tassi d’interesse, la liquidità internazionale e le politiche monetarie delle banche centrali. I cicli rigidi del passato stanno lasciando il posto a una nuova fase, in cui Bitcoin si comporta sempre più come un bene strategico globale integrato nell’economia mondiale.
Non sappiamo se il ciclo rialzista di Bitcoin per ora sia alla fine, sia gia finito o sia ancora in corso (nessuno lo sa). Ma crediamo che in un’ottica di piu’ lungo periodo i cicli come li conosciamo siano destinati a cambiare.
Aggiornamento a Febbraio 2026.
A novembre scrivevamo che i cicli classici di Bitcoin, scanditi dagli halving e caratterizzati da bull e bear market piuttosto regolari, fossero probabilmente destinati a sparire o comunque a trasformarsi profondamente.
Ne siamo ancora convinti, ma oggi dobbiamo riconoscere che in questo ciclo il mercato ha seguito ancora una volta una dinamica ciclica piuttosto chiara. Dopo la fase rialzista, ci siamo ritrovati in un bear market che ha, di fatto, confermato l’esistenza del ciclo.
In altre parole: l’idea che i cicli fossero “finiti” o completamente diversi si è rivelata prematura.
Il contesto è cambiato in modo strutturale. Oggi governi, istituzioni finanziarie, grandi aziende ed ETF detengono complessivamente una quota stimabile tra il 15% e il 20% dei Bitcoin in circolazione. L’approvazione degli ETF spot negli Stati Uniti nel 2024 ha segnato uno spartiacque storico, con operatori come BlackRock e Fidelity Investments che hanno reso Bitcoin accessibile al grande capitale tradizionale.
Questa nuova struttura della domanda ha senza dubbio modificato la composizione del mercato. Tuttavia, non è stata sufficiente a stravolgere l’andamento ciclico.
La presenza istituzionale ha probabilmente:
- aumentato la profondità del mercato
- ridotto in parte la volatilità estrema
- reso Bitcoin più integrato nel sistema finanziario globale
Ma non ha eliminato le fasi di euforia e contrazione. L’halving rimane un meccanismo fondamentale del protocollo di Bitcoin: ogni 210.000 blocchi la ricompensa per i miner si dimezza, riducendo l’emissione di nuovi BTC e rafforzando la scarsità programmata (massimo 21 milioni di unità).
Storicamente, i cicli di circa 4 anni hanno avuto i loro picchi 12–18 mesi dopo l’halving.
Oggi però l’impatto percentuale della nuova emissione rispetto allo stock totale è molto più basso rispetto ai primi anni. Questo significa che:
- l’effetto “shock di offerta” è più contenuto
- il prezzo è sempre più influenzato da fattori macro
- la liquidità globale pesa più della dinamica puramente interna al protocollo
Bitcoin sempre più macro-driven. Negli ultimi anni abbiamo osservato come Bitcoin reagisca in modo crescente a:
- politiche monetarie delle banche centrali
- variazioni dei tassi di interesse
- condizioni di liquidità globale
- tensioni geopolitiche
- forza o debolezza del dollaro
In questo senso, Bitcoin si sta progressivamente comportando più come un asset finanziario globale che come un ecosistema isolato governato solo dall’halving.
Dove siamo oggi? Siamo entrati in una fase di mercato che ha confermato ancora una volta la natura ciclica di Bitcoin.
Non sappiamo:
- quando inizierà la prossima fase rialzista
- quali saranno i driver principali
- quanto durerà l’attuale fase di consolidamento
E soprattutto: nessuno lo sa.
Con il passare del tempo è probabile che:
- i cicli saranno sempre meno rigidamente legati all’halving
- e sempre più influenzati da variabili macroeconomiche, politiche e finanziarie globali
Bitcoin non è più un asset di nicchia. È un asset strategico integrato nel sistema finanziario mondiale.
Ma resta un asset volatile, ciclico e fortemente emotivo.
Concludendo, a novembre in molti pensavano, noi compresi, che i cicli tradizionali potessero essere finiti. Il mercato ha dimostrato che non è ancora così.
La vera evoluzione non è la scomparsa dei cicli, ma la loro trasformazione.
Il Bitcoin del futuro probabilmente continuerà ad avere fasi di espansione e contrazione. La differenza sarà nei fattori che le guideranno: meno meccanici, più macro.
E come sempre, l’unica certezza è che l’incertezza rimane parte integrante del suo DNA.